Il termine coping (traducibile dall’inglese con “strategia di adattamento”) indica l’insieme dei meccanismi psicologici adattativi messi in atto da un individuo per gestire, ridurre o tollerare lo stress ed il conflitto (1). Le abilità di coping possono quindi aiutare una persona con SM a sviluppare delle modalità costuttive di convivenza con la malattia.

Gli psicologi esperti di coping indentificano quattro tipi di strategie (2): la prima è incentrata sull’adattamento al problema (coping adattivo-cognitivo) ad esempio il modificare le proprie priorità, i propri obiettivi, il proprio stile di vita. La seconda modalità di coping (detta adattivo-comportamentale) è incentrata sulla riduzione o eliminazione degli agenti stressanti, cercando di gestire in modo diretto la causa dei problemi. La terza strategia  è incentrata sull’emozione, declinata in vari  modi, più o meno costruttivi, tra cui la rinuncia, l’evitamento, la ricerca di supporto o il cercare dei significati positivi nell’evento stressante. La quarta e ultima strategia di coping è quella del lavoro: orientata verso un’occupazione in grado di fornire feedback positivi.

Ogni individuo ha stili di coping propri, e la stessa persona può applicare modalità diverse a situazioni differenti. A ogni modo, qualunque sia la strategia utilizzata, parliamo di coping positivo quando effettivamente è migliorato l’adattamento al problema, e di coping negativo, o non-coping quando la condotta ridurrà i sintomi di stress nel breve termine, ma mantenendo e rafforzando il disturbo nel lungo termine (3).

Esistono numerosi test per valutare le diverse strategie di coping, uno dei più uilizzati è il COPE: “Coping Orientation to the Problems Experienced”, un questionario a 25 item, validato in italiano (COPE-NVI) (4)

Una recente metanalisi (5) che ha valutato oltre 300 studi sul coping nella Sclerosi Multipla ha mostrato come le persone con SM utilizzino soprattutto strategie emotive, in particolare con condotte di evitamento, soprattutto nelle fasi più iniziali della patologia. Moltissimi degli articoli analizzati hanno sottolineato come i pazienti spesso mettano in atto strategie di coping inadeguate, negative, e come le loro modalità non migliorino nel tempo o lo facciano solo marginalmente.

Un coping positivo è fondamentale per i malati di SM, è stato infatti dimostrato che migliora la qualità di vita,  la salute fisica e mentale e le relazioni sociali (6).

Differenze nelle condotte di coping possono essere osservate in persone con differenti livelli di disabilità dovuta alla SM.

I pazienti ad esempio affrontano più direttamente e intensamente la malattia quando si trovano a dover fronteggiare un passaggio di disabilità da 3 a 6 sulla scala EDSS (7).  Inoltre, la presenza di un supporto (specialmente da parte della famiglia) aumenta l’intensità del coping con la patologia (7). Un recente studio italiano (8) ha poi evidenziato caratteristiche legate a strategie di coping negativo, mostrando una associazione tra una elevata disabilità o una pregressa diagnosi di depressione e la messa in atto di condotte di evitamento. Anche la presenza di un impiego fisso o meno ha una ricaduta rilevante in termini di modalità di adattamento alla malattia.

Un coping positivo è spesso stato messo in relazione a una maggiore aderenza alla terapia (9) e quindi a un impatto positivo anche sull’andamento della malattia.

Accompagnare il paziente verso un coping positivo è quindi fondamentale per migliorarne il benessere, ma anche la prognosi. Il neurologo e il personale del Centro SM possono mettere in atto una serie di accorgimenti per orientare la persona con SM verso strategie più adattative di accettazione della patologia. In particolare è fondamentale il momento della diagnosi, che deve essere comunicata serenamente, con calma, in maniera trasparente e sincera, ma mettendo anche l’accento sui fattori prognostici positivi e sulla disponibilità di terapie efficaci. Inoltre, anche nel rapporto continuativo medico-paziente è possibile mettere attenzione ad aspetti del benessere e delle risorse del paziente che lo aiutino nel coping. Infine, soprattutto in quei casi di coping negativo potrebbe essere utile ricorrere a un supporto psicologico, per rinforzare strategie adattative positive e aiutare il paziente a riconsiderare quelle disadattative

Bibliografia

1) Lazarus, Richard S., Stress, appraisal, and coping, Springer Pub. Co, 1984

2) Snyder, C. R., Coping : the psychology of what works, Oxford University Press, 1999

3) Carver CS, Connor-Smith J, Personality and coping,  Annual Review of Psychology. 2010;61: 679–704

4) Caricati L, Foà C, Fruggeri L. et al. COPE-NVI-25: validazione italiana della versione ridotta della Coping Orientation to the Problems Experienced (COPE-NVI). Psicologia della salute 2015. 123-140.

5) Kar MK, Whitehead L, Smith CM. Characteristics and Correlates of Coping With Multiple Sclerosis: A Systematic Review. Disabil Rehabil. 2019;41(3): 250-264.

6) Hernández-Ledesma AL, Rodríguez-Méndez AJ, Gallardo-Vidal LS, et al. Coping Strategies and Quality of Life in Mexican Multiple Sclerosis Patients: Physical, Psychological and Social Factors Relationship. Mult Scler Relat Disord. 2018 Oct;25:122-127.

7) Rommer PS, Sühnel A, König N, et al. Coping With Multiple Sclerosis-The Role of Social Support. Acta Neurol Scand. 2017 Jul;136(1):11-16

8) Lorefice L, Fenu G, Frau J et al. The Burden of Multiple Sclerosis and Patients’ Coping Strategies. BMJ Support Palliat Care. 2018 Mar;8(1):38-40

9) Corallo F, Bonanno L, Di Cara M et al. Therapeutic Adherence and Coping Strategies in Patients With Multiple Sclerosis: An Observational Study. Medicine (Baltimore). 2019 Jul;98(29):e16532

Mis Favoritos